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Le coperture nel modello energetico

Come modellare le falde inclinate: casi pratici a confronto
Chi si occupa di progetto e certificazione degli edifici, di diagnosi e contabilizzazione del calore sa che per una buona riuscita del progetto è indispensabile definire da subito correttamente il modello energetico di involucro e impianto. E' di fondamentale importanza passare dal modello architettonico dell'edificio al suo modello energetico rispecchiando la realtà e al tempo stesso interpretandola con le regole previste per il calcolo energetico degli edifici.

Il modello e il calcolo si suddividono in due parti: l'involucro edilizio e l'impianto. Tra le due è la modellazione dell'involucro dell'edificio che spesso comporta il carico di lavoro maggiore per il professionista: occorre introdurre per ogni singolo elemento l'area, l'orientamento, il verso di dispersione, la trasmittanza e tutte le informazioni necessarie al calcolo.
TERMOLOG permette di introdurre l'involucro dell'edificio con modalità grafica, tabellare o mista, così da disporre di strumenti di modellazione avanzati che snelliscano l'inserimento degli elementi e che siano adeguati alle proprie esigenze.

In questo focus analizziamo nel dettaglio le fasi di creazione delle coperture che grazie all'input grafico di TERMOLOG possono essere inserite in pochi semplici passaggi e con diverse modalità. Analizzeremo di seguito l'utilizzo degli strumenti, la creazione automatica della copertura a partire da un file DWG e come effettuare modifiche in corso d'opera.

Tutti gli esempi sono stati realizzati con l'input grafico di TERMOLOG EpiX 8 ed è possibile scaricare i file di TERMOLOG o i file DWG utilizzati per la modellazione. Questi stessi esempi possono essere analizzati anche con la versione prova di TERMOLOG EpiX 8 scaricabile da qui >>>

26/04/2017 - Arch. Francesco Majavacca
Servizio di Assistenza Tecnica Logical Soft

Stratigrafie di copertura e verifiche di legge
Il DM 26/06/2015 fissa i limiti previsti sul territorio nazionale per le strutture di copertura. All'interno dell'Allegato 2 del decreto, in funzione della zona climatica del comune, nell'edificio di riferimento saranno applicati questi valori standard di trasmittanza:

Zona Climatica2015 U (W/m2K)2019/2021 U (W/m2K)
A e B0,380,35
C0,360,33
D0,300,26
E0,250,22
F0,230,20

La colonna 2015 presenta i valori di "U" in vigore dal 1 ottobre 2015 al 1 gennaio 2019 per gli edifici pubblici o 1 gennaio 2021 per gli edifici privati. Nel caso in cui si desideri già oggi progettare nZEB dovranno essere applicate le trasmittanze della seconda colonna (2019/2021).
Nel caso di nuova costruzione e degli interventi assimilabili come ampliamento o ristrutturazione rilevante di primo livello, non si parla mai di rispetto dei limiti di trasmittanza perché queste tipologie di intervento non prevedono che si esegua la verifica di trasmittanza per le chiusure esterne dell'edificio.
Diverso il caso di Riqualificazione di un edificio esistente i cui valori limite devono essere estratti dall'Appendice B del Decreto Requisiti Minimi.

Zona Climatica2015 U (W/m2K)2019/2021 U (W/m2K)
A e B0,340,32
C0,340,32
D0,280,26
E0,260,24
F0,240,22

I valori di trasmittanza dell'edificio di riferimento e i valori limite possono cambiare nelle diverse regioni e province autonome d'Italia: la Regione Lombardia ad esempio impone già l'utilizzo dei limiti previsti per gli edifici nZEB; la Regione Emilia Romagna invece obbliga il nearly Zero Energy Building dal primo gennaio di quest'anno per tutti gli edifici pubblici.

Per gli interventi che coinvolgono l'involucro ed in particolare le chiusure superiori dell'edificio, la norma impone il rispetto di alcune verifiche: la stratigrafia di copertura è soggetta alle verifiche di condensa superficiale, di assenza di condensa interstiziale (UNI EN ISO 13788) e nel caso di nuova costruzione, ampliamento e ristrutturazione importante di primo livello, è richiesta anche la verifica di trasmittanza termica periodica che altro non è che la trasmittanza dell'elemento moltiplicata per il fattore di attenuazione derivato dallo sfasamento dell'onda termica (UNI EN ISO 13789).
Modellazione delle falde di copertura in TERMOLOG
L'input grafico di TERMOLOG è uno strumento semplice ed efficace che permette al professionista di modellare rapidamente l'involucro dell'edificio attraverso numerosi strumenti di disegno, tramite l'importazione di file DXF-DWG oppure di file IFC, lo standard previsto per i software BIM. L'obiettivo è quello di garantire la massima versatilità del software offrendo strumenti adeguati ad affrontare la maggior parte delle esigenze di modellazione.

Vediamo come modellare una copertura inclinata in laterocemento nell'input grafico di TERMOLOG, all'interno dell'ultimo livello dell'edificio.
  1. Selezioniamo il comando copertura, scegliendo la struttura da disegnare.
  2. Con il tasto sinistro del mouse specifichiamo il primo e il secondo punto della linea di gronda (o di una linea che congiunge due punti della copertura alla stessa quota) e concludiamo il ricalco del perimetro della falda.
  3. Specifichiamo l'inclinazione della falda (indicando una pendenza in gradi, in percentuale oppure indicando le dimensioni LxH) e l'altezza minima di posizionamento dell'intradosso della copertura rispetto alla quota di pavimento.
Confermando l'inserimento appare la falda di copertura in pianta e nel 3D.
L'input grafico di TERMOLOG è in grado di tagliare in automatico gli ambienti e le pareti al di sotto della copertura. Per farlo basta portarsi nella visualizzazione e scegliere il comando taglia pareti del livello corrente nel menù contestuale (tasto destro del mouse).

In ogni momento è possibile allineare, traslare e modificare l'inclinazione della falda dalla visualizzazione tridimensionale che consente un controllo completo degli elementi.



Importazione automatica della copertura da DWG-DXF
Come per tutte le strutture del modello che compongono l'edificio, anche la copertura può essere riconosciuta automaticamente da TERMOLOG importando un file DWG o DXF, senza procedere al ricalco manuale.

Predisposizione del file DXF/DWG

È necessario organizzare il disegno su due layers distinti:
  • FALDA: ogni falda deve corrispondere ad un poligono costituito da una polilinea chiusa.
    All'interno del poligono di ogni falda è necessario specificare il numero corrispondente alla pendenza della falda in gradi.
  • LINEA DI GRONDA: è necessario disegnare nel file il filo esterno della copertura, corrispondente alla linea di gronda.
    È importante disegnare solo i tratti del poligono della falda corrispondenti alla gronda della copertura.
Importazione con riconoscimento automatico delle strutture
Una volta impostato correttamente il file è possibile procedere con l'importazione della copertura all'interno di TERMOLOG.
  1. Trasciniamo il file CAD dal pannello DXF-DWG-Immagini nell'area di lavoro, anche al di sopra di un livello già esistente.
  2. Nella finestra che appare spuntiamo le voci inerenti la copertura (Copertura e filo esterno di riferimento) e selezioniamo i layers corrispondenti dai quali riconoscere gli elementi (i poligoni di falda e le linee di gronda).
    Indichiamo l'altezza minima di imposta della copertura.
Grazie all'importazione da CAD, TERMOLOG realizza l'intera copertura.
All'interno della visualizzazione tridimensionale possiamo tagliare tutte le strutture e gli ambienti in corrispondenza delle falde di copertura, selezionando il comando taglia pareti del livello corrente nel menù contestuale (tasto destro del mouse) e ottenere così il modello completo.
La rappresentazione grafica tridimensionale mette in risalto il modello energetico sia che si tratti di progetto che di un semplice APE e quanto più è realistica tanto più valorizza il lavoro del professionista.
Con TERMOLOG è possibile realizzare un modello BIM completo di tutti i suoi elementi in pochi e semplici passaggi.

Per approfondire l'utilizzo dell'input grafico di TERMOLOG scarica il manuale completo >>>