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EGE: Esperto in Gestione dell’Energia

Questa nuova figura professionale obbligatoria è la grande occasione per promuovere l’efficienza energetica.
A partire dal prossimo luglio, chi si occupa di diagnosi energetica per le grandi imprese dovrà essere qualificato in conformità al D.Lgs. 102/2014.

E' proprio grazie a quest'obbligo che assume un'importanza concreta la figura dell'EGE, l'Esperto in Gestione dell'Energia, che fa riemergere nuovamente il ruolo fondamentale assunto dalla diagnosi energetica nella riqualificazione del patrimonio edilizio.

EGE è una qualifica di terza parte in base alla norma UNI CEI 11339 offerta da alcuni organismi di certificazione, tra cui SACERT.

Approfondiamo in questo focus il ruolo e l'importanza strategica dell'EGE, ospitando il contributo del Prof. Giuliano Dall'O', direttore SACERT e Professore Associato di Fisica Tecnica Ambientale, Politecnico di Milano.

19/02/2016 - A cura del Prof. Giuliano Dall'O'
Professore Associato di Fisica Tecnica Ambientale, Politecnico di Milano

L'esperto in gestione dell'energia
Una figura professionale con qualifica obbligatoria a partire dal prossimo luglio: una grande occasione per promuovere efficienza energetica, nella speranza che dietro alla forma, necessaria e indispensabile, non manchino i contenuti.

di Giuliano Dall'O', Professore Associato di Fisica Tecnica Ambientale, Politecnico di Milano


La figura dell'Esperto in Gestione dell'Energia (EGE) ora esiste e questa è una bella notizia. Superata la fase transitoria che ha coinvolto molti professionisti che già operano come esperti di efficienza energetica sia nel settore civile che in quello industriale, a partire da prossimo Luglio l'EGE dovrà essere qualificato in conformità al D.Lgs. 102/2014. Quella dell'EGE è una qualifica di terza parte in base alla norma UNI CEI 11339 offerta da SACERT o da altri organismi di certificazione (l'elenco completo e aggiornato degli Enti accreditati è riportato nel sito ufficiale di ACCREDIA). Gli aspiranti EGE devono superare un esame di qualificazione ma devono dimostrare delle competenze e delle esperienze maturate negli anni (vedi lo schema di certificazione e accreditamento in materia di EGE predisposto da ACCREDIA).

Anche se i corsi di qualificazione non sono obbligatori l'offerta formativa esiste già. Frequentare un corso per EGE è importante e utile, vista la complessità dell'argomento ed i contenuti dei programmi per gli esami. Con una premessa: che chi frequenta un corso abbia effettivamente maturato una personale esperienza e possa, attraverso gli incontri multidisciplinari proposti, che affrontano gli aspetti organizzativi, quelli tecnici e quelli economici , aggiornarsi sul quadro riferimento nel quale potenzialmente andrà ad operare.
Non vogliamo qui approfondire gli aspetti istituzionali della figura dell'EGE, ampiamente trattati dalla stampa tecnica specializzata, ma entrare effettivamente nel merito del lavoro che l'EGE potrà svolgere evidenziandone potenzialità ma anche criticità.

Il quadro legislativo di riferimento che istituisce la figura dell'EGE, il D. Lgs 102/2014, non solo identifica questa figura ma rende concrete le possibili opportunità professionali, dal momento che rende obbligatoria la diagnosi energetica per le grandi imprese. E' utile precisare che non è solo la figura dell'EGE a poter fare la diagnosi ma altri soggetti come gli Energy Auditor (EA) certificati secondo a norma UNI CEI EN 16247-5 e le Energy Service Company (ESCo) certificate secondo la norma UNI CEI 11352.

Il battesimo dell'articolo 8 del D.Lgs 102/2014 è già avvenuto nel formale rispetto della data fissata nello scorso 5 Dicembre. Spetterà ora all'ENEA fare una valutazione delle diagnosi presentate evidenziandone le criticità. E qui iniziano le criticità. La prima è che molti dei soggetti obbligati a presentare la diagnosi energetica si sono accorti di questo solo all'ultimo ed è probabile che un gran numero di diagnosi siano state fatte in tempi decisamente incompatibili per il tipo di lavoro.

Il fatto che la macchina, non per colpa del legislatore (la Legge è del 2014) ma per chiara colpa dei soggetti interessati sia partita praticamente oltre il tempo massimo ci deve far riflettere su un punto importante. La cogenza di uno strumento fondamentale e strategico come quello della diagnosi energetica è utile ma forse non sufficiente per promuovere una cultura della corretta gestione dell'energia. Probabilmente occorre fare altro: occorre promuovere la consapevolezza che la diagnosi energetica non deve essere vista come un obbligo ma come una opportunità. Parallelamente alla gestione della cogenza, lavoro non facile per ENEA, si dovranno diffondere gli esempi di successo, le buone pratiche, le testimonianze. Si deve diffondere il messaggio, forte e chiaro, che la diagnosi energetica non è fine a se stessa ma l'inizio di un processo virtuoso che deve necessariamente portare ad un cambiamento tangibile fatto di interventi di riqualificazione ma anche di semplici miglioramenti delle strategie gestionali.


La nostra convinzione è che il primo appuntamento del 5 dicembre 2015, slittato con le solite alchimie all'italiana al 22 Dicembre 2015, non produrrà i frutti sperati dal legislatore. Le cose fatte di fretta, infatti, non possono generare grandi aspettative. Vediamolo comunque come un inizio: molte diagnosi sono state fatte e alcune di esse avranno dato ai soggetti interessati un principio di consapevolezza. Ma non commettiamo ancora una volta l'errore di far vedere la diagnosi come un atto formale: al di là del quadro normativo necessario entriamo nei contenuti veri, nello spirito della diagnosi che è una procedura utile e indispensabile per riqualificare un edificio o una infrastruttura industriale attraverso un approccio completo e coerente con tutte le tecnologie disponibili. Che passi il messaggio che la diagnosi energetica non è una azione spot ma l'inizio di un processo virtuoso e dinamico, con uno schema " Plan, Do Check, Act".


Siamo all'inizio di un processo interessante e unico che vede nuove figure professionali certificate e competenti confrontarsi con una realtà che offre tanto spazio ad una politica concreta di riassetto energetico del "Sistema Italia". Contiamo molto sul ruolo che avrà ENEA ma che ognuno faccia la sua parte per avviare un cambiamento con importanti implicazioni interessanti su fronte dell'economia. Perché se il mercato dell'efficienza energetica è uno di quelli promettenti nel breve e medio periodo, la diagnosi energetica è la più importante e strategica chiave di accesso.

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